LaGrime, in primis, per la (mala)gestione dell’informazione a discapito degli affetti e della persona.
Una storia drammatica, liquidata velocemente.
Ah, Orwell Orwell.
Perché una redazione non dovrebbe pubblicare online un articolo a cui ha riservato tanto spazio sul cartaceo? Addirittura con un richiamo in prima pagina, aggiungo. Non so dirvelo ma grazie al cielo uno può rimettere in moto un vecchio blog per dare la notizia in pasto ai motori di ricerca: Lina Fogli, morta per un malore sul luogo di lavoro – il Comune di Comacchio (Ferrara) -, a nulla è valso utilizzare il defibrillatore perché in quel momento non funzionava, non poteva funzionare, aveva le pile scariche.
Mia cognata Lina è entrata in coma irreversibile, ci è rimasta 67 giorni. Utilizzare un defibrillatore funzionante avrebbe fatto la differenza? Non saprei dirlo, ma saprà svelarcelo la Giustizia.
Il fatto che l’articolo sia apparso soltanto in versione cartacea non ha dato modo a molta gente – a molti comacchiesi – che leggono le notizie online – o grazie ai social – di sapere a che punto sia questa vicenda. Perché qualcuno – amici, colleghi… – potrà aver scordato Lina ma noi familiari la ricordiamo ogni giorno. E per le chiediamo giustizia e verità, anche postando online questo articolo. Cosa che il Carlino Ferrara sembra aver scordato di fare."
(immagine cliccable)



























